Acari non patogeni, teniamoli a bada!


Gli acari non patogeni vivono tutti i giorni a contatto con l’uomo e gli animali domestici. Per questo motivo, possono essere definiti “Acari domestici“.

Gli acari non patogeni sono quelli che la maggior parte di noi conosce come acari della polvere e acari delle farine: non sono parassiti e neppure, per loro definizione, portatori di malattie.

Tuttavia alcuni soggetti, uomini e animali, possono essere sensibili a questi artropodi e perciò manifestare dei disturbi di salute legati alla convivenza.

Dermatophagoides farinae, Acarus siro e Tyrophagus

Esistono diverse specie di acari domestici, ma quelle dominano le nostre abitazioni sono: Dermatophagoides farinae, Acarus siro Tyrophagus.

Questi acari sono di piccole dimensioni e, a seconda della specie, vanno dai 150 ad un massimo di 500 micron: il loro aspetto è traslucido e incolore.

Il ciclo vitale degli acari

Il ciclo vitale degli acari non patogeni o, se preferiamo, domestici, dipende dalle condizioni ambientali in cui vivono.

Dopo l’accoppiamento, che avviene un paio di volte durante l’arco della loro esistenza,  nel giro di alcuni giorni le femmine acari depongono le uova, il cui numero varia a seconda della specie (da 50 a 300). Come per tutti gli esseri viventi, anche per gli acari nostri coinquilini l’abitazione è importante per il loro benessere. Affinché essi sopravvivano e si riproducano, è necessario che la loro “casetta” abbia un’umidità sostanzialmente alta ( del 70/50%), con una temperatura ideale di 25 C°. Inoltre, per gli acari è fondamentale disporre di un’adeguataalimentazione, a base di detriti cellulari o alimentari.

Dove vivono?

Gli acari non patogeni vivono soprattutto nei materassi e, nello specifico, in corrispondenza dei bordi e delle cuciture. In misura inferiore tappeti, divani, peluche, coperte, piumini e vestitirappresentano “zone di approdo” molto interessanti per questi aracnidi. Tuttavia, essi possono ritrovarsi anche sul pelo degli animali domestici, soprattutto quello dei gatti, e sul cuoio capelluto dell’uomo.

Di cosa si nutrono?

Gli acari della polvere si nutrono di detriti di pelle peli, sia umani che animali.

Gli acari delle farine, per l’appunto, hanno la loro sede preferita in diversi tipi di farine di cereali (soprattutto di segale), ma anche su croccantini per animali, gelatine, crosta di alcuni formaggi, prosciutto crudo.

Che problemi possono recare ai nostri amici a quattro zampe?

Gli acari domestici costituiscono quella moltitudine di aeroallergeni, insieme al polline ed alle muffe (pulviscolo atmosferico), in grado di provocare reazioni allergiche se i loro escrementi o parti del loro corpo vengono inalati. La forma di reazione allergica che colpisce i nostri amici a quattro zampe è la dermatite e talvolta anche la rinite.

Come possiamo sconfiggerli?

Per combattere gli acari non patogeni, il trattamento e la prevenzione più adeguati richiedono:

  • Un uso costante di prodotti anti-acaro per ambienti
  • Un lavaggio ad alte temperatura dei tessuti
  • L’impiego giornaliero di aspirapolvere con filtro idoneo
  • Il non utilizzo di umidificatori e di spray antistatici

Tali accortezze portano senz’altro a una riduzione della carica pulverulenta, ma non alla sua totale eliminazione.

Quali cure adottare?

La terapia nei soggetti allergici è data dall’uso di corticosteroidi e di farmaci immunosoppressori, da somministrare per tutta la vita.

Attualmente trova largo impiego l’immunoterapia (“vaccino”) in quei soggetti risultati sensibili ai diversi aeroallergeni, dopo aver eseguito specifiche analisi sul sangue o dopo il test di dermoreazione.

L’immunoterapia dà ottimi risultati, ma è piuttosto costosa, richiede tempi lunghi perché si abbia un miglioramento delle condizioni cliniche del soggetto. Certamente, ha senso attuarla in animali domestici giovani: per queste ragioni l’iter diagnostico per tale tipo di sensibilità deve essere approntato nel più precoce tempo possibile.

 

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