Adozioni del cuore


le ragioni di una scelta controcorrente

adozioni del cuore, le ragioni di una scelta controcorrente

Navigando nel mare magnum dei siti e dei social network animalisti, si resta colpiti da un’espressione ricorrente che suona molto dolce: adozione del cuore.

Poi, a guardar bene, entrando cioè  negli annunci che la riportano, si capisce che dietro quell’espressione ‘romantica’ vi sono storie tristi, spesso tragiche, che richiedono perciò una soluzione urgente. Storie di animali che, più di altri, hanno bisogno di essere adottati: cani che magari vivevano in casa fino a poco tempo prima e che dietro le sbarre di una gabbia proprio non ci sanno stare, deprimendosi ogni giorno di più, cani anziani e malati, incidentati o portatori di handicap che rischiano di passare quel che resta della loro vita (a volte poco) dentro i canili (spesso lager). Il motivo è ovvio: hanno semplicemente meno chance, vista la mentalità imperante, di essere scelti tra i tanti cuccioli e cani giovani e sani a disposizione. E’ evidente perciò che per la loro adozione, i volontari spingano di più.

Di questo parliamo oggi ai microfoni di Radio Roma Capitale con Carla Rocchi, presidente dell’Ente nazionale protezione animali (Enpa), la più antica e una delle più grandi associazioni animaliste italiane,  Carla Rocchi (parlamentare in diverse legislature e più volte sottosegretario di Stato), già presidente della sezione romana dell’Enpa, è perciò la seconda donna, ad essere presidente dell’Ente.

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