PICCIONI E COMPANY


Puntata del 25 Settembre 2014

I piccioni vincono a Venezia. Perlomeno quelli svedesi. Il Leone d’oro della 71ma edizione del Festival del cinema di Venezia è, infatti, andato al film dello svedese Roy Anderson “Un piccione sul ramo che riflette sull’esistenza”. Un’esistenza, quella degli umani vista dai piccioni, a dir poco buffa, bizzarra, ossessiva, a tratti triviale, per dirla appunto con Anderson. A Roma, invece, succede il contrario, ovvero che sono gli uomini a riflettere sulla presenza e quindi sulla vita dei piccioni e degli altri uccelli che popolano, sempre più numerosi, il nostro cielo, come pure i tetti, i lampioni, i parchi e le piazze. E se da una parte c’è chi li difende e chi li nutre, anche quotidianamente, facendo notare come abbiano assunto il valoroso ruolo di spazzini della città (con un’implicita accusa a chi spreca e sporca), dall’altra c’è chi poco li tollera e chi, addirittura, li odia. E’ un fatto, comunque, che soprattutto i piccioni sono dappertutto (e non solo loro: i gabbiani che erano 20 mila nel 2011, sono arrivati a quota 40 mila, secondo i dati del Dipartimento Ambiente del Comune di Roma), più un numero imprecisato, ma crescente di cornacchie e pappagalli, in particolare i cosiddetti ‘parrocchetti’) . Per nulla intimoriti dall’uomo, tanto da aver annullato la cosiddetta “distanza di fuga”, diventano ingombranti quando a frotte si precipitano verso una briciola caduta in terra, ma si fanno notare anche quando attraversano la strada, come pure quando le loro feci ricoprono le auto in sosta, gli angoli delle vie e i monumenti, aggiungendo ai problemi di ordine igienico-sanitario, anche quelli di decoro urbano. A Roma, poi, l’allarme è stato lanciato dalla presidente di Assotutela, Michel Emi Maritato, che ha denunciato come diversi bambini siano stati accompagnati presso i centri prelievi della Capitale per sospetti di giardia e clamidia a causa dell’invasione di piccioni e passerotti nei Mc Donald. Oltretutto, c’è pure il rischio di aggressività: le cronache riportano numerosi casi di gabbiani lanciati in picchiata sui romani e sui turisti. Mentre, portati dal Sud America e dall’Asia sulla scìa della moda degli anni ’90, e poi liberati dalle gabbie dai loro proprietari, aumentano gli stormi dei parrocchetti, che popolano praticamente tutti i parchi di Roma. Con l’unica conseguenza, per ora, di fare solo tanto rumore. Che fare? Come togliere il fastidio procurato da questi volatili, salvaguardando al tempo stesso anche il loro benessere? Come trovare insomma una soluzione ecosostenibile? Ne abbiamo parlato alla radio con Francesca Manzìa, responsabile del Centro recupero Lipu.

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