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Come affrontare la muta di cani e gatti

Come affrontare la muta di cani e gatti 27 Maggio 2019Leave a comment
A seconda delle stagioni, i nostri animali devono affrontare la muta del pelo. Ecco perché avviene e come aiutarli ad affrontare al meglio questo momento.

Con la bella stagione, così come con l’autunno, i nostri animali cambiano la consistenza del loro mantello. Tutto il pelo perso messo su durante l’inverno cadrà per essere rimpiazzato da un nuovo manto non appena le temperature diventeranno più calde.

Perché avviene la muta?

I periodi di muta riguardano tutti gli animali, ma noi proprietari ci ritroviamo spesso a fare i conti con quella degli animali domestici. Il fattore principale che ne determina l’inizio è il fotoperiodo, cioè la durata delle ore di luce rispetto a quelle di buio. In primavera l’allungamento delle giornate ne scatena quindi l’inizio, motivo per il quale un animale che vive all’esterno subirà una muta più regolare e breve rispetto a un animale che vive in appartamento. In questo ultimo caso, infatti, la muta dura praticamente durante tutto l’arco dell’anno, con due periodi in cui il fenomeno è più accentuato. Questa diversità è dovuta all’esposizione diretta del manto alla luce solare che intensifica la perdita di pelo al contrario della luce artificiale dei nostri appartamenti. La variazione di temperatura, invece, incide soprattutto sulla densità e sulla velocità di rinnovamento del pelo, ma non è il fattore che innesca la muta.
Questo fenomeno varia anche a seconda della razza e non solo dello stile di vita dell’animale. Solitamente il mantello è costituito da due tipologie di pelo: pelo esterno di copertura (giarra) e sottopelo (borra). I peli di giarra sono più lunghi, rigidi e ruvidi e forniscono protezione verso gli agenti ambientali. Il sottopelo o borra, invece, costituisce uno strato lanuginoso e corto con la funzione di fornire all’animale un isolamento dall’aria esterna. Tuttavia la borra non è presente in tutte le razze, ma è un elemento molto importante per le razze nordiche. La morbidezza del mantello dipende dalla densità del pelo, quindi dal numero di follicoli per centimetro quadrato di cute, elemento che viene determinato alla nascita e che è strettamente legato alla razza e all’età. I cuccioli, infatti, hanno notoriamente un mantello più morbido perché costituito solamente da sottopelo.
Si tratta, dunque, di un processo fisiologico che non può essere evitato, poiché il pelo degli animali, così come i nostri capelli, ha un ciclo vitale e, di regola, viene cambiato completamente in primavera e parzialmente in autunno, il caldo causa la caduta totale, mentre il fresco dell’autunno stimola a rinfoltire il manto. L’attività del follicolo pilifero si articola in tre fasi: una fase di crescita (anagen), in cui si producono circa 0,3 mm di peli al giorno, una fase transitoria (catagen) e una fase di riposo (telogen) in cui il follicolo pilifero si ritira fino a quando il pelo cade. La caduta inizia dalla parte posteriore e passa poi alla parte anteriore in maniera graduale. In questo periodo la pelle potrebbe essere più sensibile e l’animale potrebbe manifestare prurito, ma il processo di muta non è assolutamente doloroso. Per agevolarlo e cercare di mantenere il più pulito possibile i luoghi in cui soggiorna l’animale, occorre spazzolarlo più o meno frequentemente, a seconda della tipologia di pelo.

Foto @Designincolor/Shutterstock

La spazzolatura

Per quanto riguarda il cane, occorre spazzolarlo almeno una volta al giorno se è a pelo lungo; ogni due giorni se è a pelo corto; una o due volte a settimana se è a pelo raso. Per i mantelli lunghi le spazzolature quotidiane sono necessarie. La spazzolatura va eseguita nella direzione di crescita del pelo con una spazzola che permetta di sciogliere i nodi ed eliminare il sottopelo in modo delicato, senza far male al cane. Nel caso del pelo corto, molto fitto e duro, meglio spazzolare Fido ogni due giorni. In questo caso è preferibile un primo passaggio con un cardatore contropelo per staccare i peli, le cellule desquamate e sfoltire la lanugine del sottopelo, e un secondo passaggio con una spazzola di setola nella direzione di crescita dei peli per eliminare tutti i residui. Infine, nel caso del pelo raso non è richiesta una cura costante, ma è sufficiente una spazzolatura 1-2 volte a settimana. Passando con una spazzola rigida contropelo si staccano la forfora e i peli morti, che è possibile eliminare successivamente con una spazzola di setola passata nella stessa direzione di crescita dei peli. In linea generale teniamo presente che la spazzola di setole rende il mantello lucido, mentre la spazzola metallica è utile per eliminare le impurità.

Foto @Anna Berdnik/Shutterstock

Nei gatti a pelo corto solitamente è sufficiente una spazzolatura a settimana. Prima di iniziare potete massaggiare il pelo con uno speciale guanto dotato di punte procedendo in senso opposto a quello del pelo. In questo modo potete rimuovere i peli morti e stimolare l’irrorazione sanguigna della pelle. Nei gatti a pelo medio-lungo o lungo è necessario effettuare la spazzolatura ogni giorno per alcuni minuti per evitare che il pelo diventi colloso o si infeltrisca. È consigliabile utilizzare un pettine di metallo a denti grossi e pettinare prima seguendo il senso del pelo e poi quello opposto. Se trovate dei piccoli nodi, scioglieteli cautamente con le dita, specialmente dietro le orecchie e sul capo, dove il gatto non riesce ad arrivare con la lingua.

Foto @tache/Shutterstock

In alternativa alla toeletta fai da te, si può decidere di rivolgersi a esperti professionisti, la cui arte è necessaria soprattutto quando si tratta di alcune razze specifiche. Il bagno, inoltre, potrebbe agevolare il processo di caduta, ma non deve essere mai troppo frequente, al massimo una volta al mese utilizzando prodotti estremamente delicati.

Grooming come scambio di attenzioni

È bene abituare fin da piccoli Fido e Micio a queste pratiche di grooming come un momento da vivere insieme e uno scambio reciproco di attenzioni. Si tratta di un momento importante, soprattutto per il piccolo felino che, leccandosi il mantello, tende a ingerire grandi quantità di pelo che all’interno di stomaco e intestino potrebbero provocare fastidiosi problemi gastrici. Per evitare questo esistono in commercio delle appetitose paste di malto la cui ingestione agevola la cattura dei peli nello stomaco e ne aiuta l’espulsione in modo naturale attraverso le feci. Utile, inoltre, lasciare sempre a sua disposizione un vaso con erba gatta fresca.

Integratori e alimentazione

Infine, degli integratori a base di Omega 3 e Omega 6 potrebbero aiutare ad avere un manto più forte e in salute e i complessi vitaminici potrebbero sostenere la perdita di pelo in eccesso.

  • Al contatto con l’acqua lo psillio (semi di psillio) forma una mucillagine che dilata la parete dell’intestino stimolando così l’attività intestinale e provocando indirettamente lo svuotamento dello stomaco. La formazione delle palle di pelo nello stomaco del gatto e i conseguenti rigurgiti diminuiscono e il tratto digestivo favorisce l’espulsione dei peli.
  • Gli acidi grassi appartenenti ai gruppi Omega 3 e Omega 6 sono indispensabili per il processo metabolico e non possono essere prodotti dall’organismo. Svolgono molteplici compiti all’interno di esso; ad esempio rivestono un ruolo importante per la salute della pelle e la qualità della pelliccia, così come per la riproduzione degli animali.
  • Gli aminoacidi sono gli elementi basilari per la formazione delle proteine e dei loro derivati e pertanto sono importanti anche per la formazione della pelle e della pelliccia. Le proteine includono complessivamente 20 aminoacidi di cui da 8 a 10 (a seconda della specie di animale) non possono essere prodotti dall’organismo e devono pertanto essere assunti necessariamente attraverso l’alimentazione in quantità sufficiente ed equilibrata. Gli aminoacidi provenienti dalle proteine alimentari sono dei componenti essenziali per tutte le proteine sintetizzate che sono necessarie all’organismo per lo svolgimento delle sue funzioni vitali e dei processi fisiologici. Le proteine assunte con la nutrizione devono essere di elevata qualità dal punto di vista biologico, ben digeribili e ricche di aminoacidi essenziali, come ad esempio la caseina, le proteine dell’uovo, della carne e del pesce e l’isolato di soia.

Foto di copertina @smrm1977/Shutterstock

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