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Pensione per animali. Come funziona?

Pensione per animali. Come funziona? 30 Maggio 2019Leave a comment
Partire senza il nostro animale comporta la scelta di una pensione o di un pet sitter che lo accudisca a casa. Ecco alcuni consigli per scegliere al meglio.

Si avvicina il periodo delle vacanze, ma le mete che scegliamo non sempre ci permettono di portare con noi i nostri animali. Cosa fare in questi casi?

Il gatto, meglio accudito a casa

Da questo punto di vista, i gatti sono un po’ più fortunati perché possono restarsene comodamente a casa e godersi la tranquillità del focolare domestico, a patto che ci sia qualcuno che, quotidianamente, porti loro da mangiare e cambi la lettiera. Uno o due volte al giorno può essere sufficiente, l’importante è lasciare cibo secco in abbondanza e acqua fresca e magari più lettiere a disposizione, visto che alcuni gatti non amano fare i propri bisogni nella sabbietta già sporca e preferiscono farli, poi, in giro per casa. A differenza del cane, inoltre, il gatto sa autogestirsi la razione di cibo e ha bisogno che questo resti sempre a disposizione. Se non lo abbiamo abituato sin da piccolo a viaggiare in macchina o sui mezzi pubblici nel suo trasportino, probabilmente avremo difficoltà a portarlo in giro. Alcuni gatti si stressano davvero tanto, anche solo per fare pochi chilometri. Per questi, quindi, la soluzione migliore è avere qualcuno che li accudisca nella casa dove si sentono tranquilli e al sicuro. Se non abbiamo amici o parenti disposti a farlo, esistono delle figure apposite, i pet sitter, che si occupano proprio di questo. Cerchiamone uno fidato in zona attraverso il passaparola di amici e conoscenti, oppure mediante i motori di ricerca appositi www.petme.it e www.pawshake.it.

Il cane, meglio lasciarlo in compagnia

E per Fido? Lasciarlo a casa può essere una soluzione? Ci sono cani che, abituati a vivere 24 ore su 24 con i loro proprietari, soffrono molto la solitudine e lasciarli a casa da soli, con qualcuno che si occupa di portarli a spasso e dargli da mangiare, non sempre può essere la soluzione migliore. Premesso che le uscite devono essere minimo tre e che una delle tre deve essere di almeno un’ora, per alcuni cani è preferibile optare per una pensione laddove, ovviamente, non conosciamo nessuno disposto a tenerlo con sé per tutto il periodo necessario.

Come scegliere la pensione più adatta?

Ci sono diverse tipologie di pensione. La più quotata è la pensione casalinga, dove l’animale ritrova un po’ il clima di casa, magari anche con altri animali, cani o gatti, se ci va d’accordo. Fido viene accolto in famiglia e la sua gestione è totalmente domestica, con le sue uscite quotidiane e un divano che lo aspetta per i suoi pisolini. Esistono poi pensioni che sono una via di mezzo tra la casalinga e i box esterni, nel senso che l’animale trascorre tutta la giornata in famiglia, ma la notte ha il suo box fuori all’esterno, coibentato e riscaldato, dove dormire. Oppure pensioni che prevedono una gestione dell’animale totalmente all’esterno, con box e giardinetto di pertinenza e attività cinofile da fare, se possibile, con altri cani. Queste sono tre tipologie di pensione accettabili. Nello sceglierle, ovviamente, è importante anche valutare le esigenze e le abitudini del nostro cane, ed è fondamentale recarsi prima a visitare il luogo dove lasceremo il nostro amico a quattro zampe portandolo con noi, perché è bene che anche lui conosca e prenda confidenza con il posto dove trascorrerà un breve o lungo periodo. La pensione deve essere, infatti, un luogo dove il cane va con piacere; se così non fosse, non è quello il luogo ideale per lui. Inoltre, è bene che il personale che ci lavora, faccia una valutazione comportamentale del vostro cane, in modo da capire anche la compatibilità con altri ospiti della pensione.

Rispettare le regole

Ogni pensione, poi, ha le sue regole: è bene informarsi per tempo, anche per eseguire tutta la profilassi sanitaria richiesta. Vaccini di base e microchip sono il minimo indispensabile, ma per alcune strutture sono necessari anche un esame coprologico negativo, il test leishmania e il vaccino contro la tracheobronchite infettiva, meglio conosciuta come “tosse dei canili”. Scegliete una struttura in regola, accreditata e non improvvisata, con personale qualificato e un veterinario di riferimento che possa intervenire tempestivamente nelle situazioni di emergenza. Lasciate a disposizione del vostro amico la sua copertina, perché possa avere un riferimento di casa, e il suo cibo preferito. Diffidate da chi pensa che ospitare un animale sia una cosa semplice “perché ha cani da una vita”: gestire una pensione è un’attività seria e di grande responsabilità, non può essere un lavoretto improvvisato tanto per arrotondare il salario di fine mese.

Foto di copertina @Polarpx/Shutterstock

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