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Il porcellino d’India, un piccolo animale sociale

Il porcellino d’India, un piccolo animale sociale 22 Gennaio 2020Leave a comment
È un roditore molto timido e socievole. Può essere gestito in casa come animale domestico, ma è necessario seguire delle indicazioni per farlo vivere bene.

Nelle nostre case è abbastanza diffuso ormai, forse al pari del coniglio nano, tra i cosiddetti animali domestici non convenzionali. Si tratta del porcellino d’india, un roditore molto simpatico e un po’ timido, che ama vivere in compagnia, ma anche lontano dalla confusione.
È, infatti, un animale molto sociale che in natura forma dei piccoli branchi con una rigida struttura gerarchica dove il maschio organizza il suo harem di femmine e, raggiunta la maturità sessuale, combatte con gli altri maschi per conquistare la sua posizione dominante. Anche le femmine stabiliscono la loro gerarchia, ma quelle che sono più in basso non vengono allontanate dal gruppo come succede, invece, per i maschi.

Le sue origini

Il suo territorio di origine è il sud America, nella regione delle Ande. Qui il porcellino d’India (o cavia) vive in un ambiente dalla vegetazione molto fitta dove il clima è asciutto, addirittura semi-arido, con giornate temperate e notti fredde tutto l’anno. Durante il giorno rimane in tana, rifugio costituito da ripari naturali o tane abbandonate da altri animali poiché non ama scavare, e si attiva all’alba o al tramonto. Non ha grosse armi di difesa a parte il nascondersi. È un erbivoro stretto che si nutre di erbe, radici, frutta e semi.
Ne esistono di tantissime varietà, monocolori, bicolori o tricolori, con un’alternanza di nero, bianco e marrone:

  • porcellino d’india a pelo corto (Inglese), con peli lisci e dritti, corti (circa 4 cm);
  • porcellino d’india a pelo semilungo (Abissina), con i peli corti che si irraggiano da diversi punti a formare delle rosette;
  • porcellino d’india a pelo lungo (Peruviana) con peli lisci e molto lunghi, fino a 15 cm.

La vita media è di 5-8 anni.

Foto @A7880S/Shutterstock

Preparare l’alloggio in casa

Tra di loro comunicano con una grandissima varietà di squitii che utilizzano anche con le persone. In casa devono essere tenuti in gabbia e soffrono tantissimo la solitudine, quindi meglio che stiano in coppia, due maschi o due femmine o un maschio e una femmina, dove però almeno uno dei due deve essere sterilizzato per evitare nascite indesiderate. Mai tenere più di un maschio in presenza di femmine, poiché potrebbero farsi molto male nella lotta per la dominanza. Le cavie non saltano e non si arrampicano, quindi la gabbia può essere anche scoperta, se in casa non ci sono altri amici pelosi come cani o gatti, ma le pareti devono essere alte almeno 25 cm. Lo spazio a disposizione deve essere il più ampio possibile per permettere agli animali di muoversi tanto. L’igiene è fondamentale, motivo per cui è meglio che la gabbia sia in acciaio o plastica o plexiglas, e che la lettiera sia abbondante e cambiata di frequente. Il materiale da preferire è carta a pezzetti, pellet di carta riciclata o di segatura, fieno o trucioli, e il fondo deve essere pieno per evitare che la cavia possa ferirsi le zampe. Per l’acqua è necessario un beverino in modo che resti pulita, assicurandosi che funzioni sempre bene. Il cibo, invece, può essere sistemato in dei contenitori che la cavia, però, tende puntualmente a rovesciare. Una cosa che non può assolutamente mancare è una casetta dove potersi rifugiare, perché il porcellino d’India è molto pauroso e tende a nascondersi se ci sono rumori eccessivi o la confusione aumenta. Quindi è anche importante che la gabbia sia sistemata in un luogo della casa tranquillo, con una temperatura di circa 21°C e un’umidità che varia tra il 40 e il 70%. Sono meglio sopportate le temperature basse che non quelle alte e con un’umidità elevata!

Cosa mangia il porcellino d’india?

Abbiamo detto che la cavia è un erbivoro stretto ed è anche molto difficile che cambi abitudini alimentari, anche il cambio del contenitore può destabilizzarla e portarla a rifiutare il cibo. In ogni caso è importante evitare cambi bruschi di alimentazione perché potrebbero causare gravi disturbi intestinali.
I cibi da preferire sono:

  • verdure fresche a volontà, privilegiando quelle ricche di vitamina C di cui le cavie hanno carenza: cavoli, verze e broccoli, peperoni, tarassaco, erba di campo, prezzemolo, radicchio, finocchio, coste, indivia, insalata romana;
  • frutta ricca di vitamina C;
  • fieno fresco e di ottima qualità;
  • pellet per cavie di elevata qualità (un buon pellet deve contenere il 18-20% di proteine e il 10-16% di fibra, e niente cereali).

Frutta e verdura devono essere lavate accuratamente. Pomodori, carote e mele non contengono un’elevata quantità di vitamina C. Somministrando una buona alimentazione non dovrebbe essere necessaria un’integrazione supplementare, ma occorre ricordarsi che il fabbisogno di vitamina C aumenta in crescita, gravidanza, allattamento e malattia. Non serve altro.
Gli alimenti da evitare sono invece:

  • miscele di semi, cereali, carrube, fiocchi di cereali, mais;
  • carboidrati (pane, grissini, biscotti, ecc.), dolciumi, cioccolata;
  • patate, parti verdi di patate, pomodori e melanzane;
  • pannocchie;
  • avocado;
  • pellet per conigli;
  • snack commerciali (barrette di cereali, caramelline allo yogurt, “pizza” o “popcorn” per roditori, ecc.);
  • prodotti contenenti latte.

Un’alimentazione adeguata è fondamentale per evitare disturbi intestinali e alla dentatura. I denti della cavia, infatti, sono a crescita continua e una buona masticazione è molto importante perché possano essere consumati nella maniera corretta. Alterazioni della dentatura portano, nella maggior parte dei casi, alla morte.
I cambi di alimentazione vanno fatti in maniera graduale, controllando che le feci siano sempre normali.

L’accopiamento e i cuccioli

Le cavie si riproducono molto precocemente, già a due mesi d’età, quindi in caso di cucciolate è necessario separare subito i maschi dalle femmine per evitare altre cucciolate. Le femmine andrebbero fatte accoppiare dopo i 3 mesi ed entro i 7, perché dopo questa età le ossa del bacino si chiudono e non permettono più il parto. La gravidanza dura circa due mesi, a seconda del numero dei piccoli: più sono i piccoli e meno dura, il numero dei cuccioli va da uno a sei. Dopo il parto, la femmina torna in calore dopo appena qualche giorno (da 2 a 15 giorni) e può restare di nuovo gravida.
I piccoli nascono già coperti di pelo, con gli occhi aperti e in grado di camminare, e mangiano cibo solido dopo pochi giorni. Possono mangiare del pellet per cavie di ottima qualità inumidito con acqua e verdure a pezzettini. Con queste caratteristiche, cavie orfane sopravvivono bene, anche se il latte materno è importante ed è importante anche che vivano con adulti che possano insegnare loro le abitudini di vita. Per la prima settimana i cuccioli devono essere stimolati per urinare e defecare e si può utilizzare del latte di capra o artificiale per gattini.

Come maneggiarlo

Abbiamo detto che i porcellini d’India sono molto paurosi, quindi vanno sempre avvicinati in modo tranquillo. Raramente mordono, ma una cavia molto spaventata può correre rapidamente o immobilizzarsi. In ogni caso, è necessario aspettare che si calmi, magari abbassando le luci, e usare sempre modi gentili. Per sollevarli basta cingere il torace con una mano e sostenere il posteriore con l’altra, ma sono animali che non amano stare in braccio e che vanno sempre accompagnati nella discesa. Attenzione ai bambini: essendo animali molto docili possono pure essere adatti, a patto che il bambino venga educato all’approccio gentile. La prima visita dal veterinario è fondamentale per avere tutte le indicazioni corrette sulla sua gestione e tutte le informazioni sullo stato di salute.

Foto di copertina @Miroslav Hlavko/Shutterstock

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