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Sri Lanka. Dallo sterco degli elefanti si produce carta riciclata

Sri Lanka. Dallo sterco degli elefanti si produce carta riciclata 8 Maggio 2019Leave a comment
Carta riciclata dallo sterco di elefante. L'obiettivo è salvare le foreste e gli elefanti e favorire lo sviluppo economico del territorio dello Sri Lanka.

Non è più necessario tagliare gli alberi per produrre la carta. A detenere il primato mondiale è lo Sri Lanka, antica Ceylon, dove si producono fibre vegetali mediante una tecnica innovativa che non mette a rischio la biodiversità.

Le fasi di produzione

L’azienda che utilizza questa tecnica è la Maximus, fondata nel 1997 da Thusitha Ranasinghe, amministratore delegato, che nel giro di poco tempo ha allargato l’industria rendendosi conto della grande ricchezza costituita dagli elefanti. Una dieta vegetale composta da 200 kg di frutta, foglie di palma, corteccia, rami e sterpaglie che permette ai pachiderma di produrre circa 100 kg di sterco praticamente inodore, perché espulso ancor prima di essere fermentato, e ricchissimo di fibre. Questo viene, quindi, essiccato lasciandolo asciugare al sole; fatto bollire con foglie di margosa che disinfetta naturalmente eliminando i germi; mescolato eventualmente a pigmenti alimentari per colorare l’impasto grigio ottenuto; viene dunque impastato, messo in delle vasche e steso a mano grazie a degli stampi del formato desiderato; viene pressato per far uscire l’acqua in eccesso e asciugato prima al sole, poi mediante dei macchinari elettrici. I fogli ottenuti sono diversi gli uni dagli altri per colore o trama, e questo dipende da come l’elefante mastica e digerisce il cibo e da quello che mangia. La carta è naturale al 100 per cento, composta per il 75 per cento da sterco di elefante e per il restante 25 per cento da carta riciclata, rifiuti di cotone, fibre di frutta, verdura, paglia fiori secchi, buccia di riso, ecc. e infine acqua. I prodotti realizzati sono diversi, dagli album alle scatole ai soprammobili, e una parte del ricavato va alla Millennium Elephant Foundation, affiliata alla World Society for Protection of Animals (WSPA), che ospita elefanti anziani e disabili.

Salvare gli elefanti e le foreste

La materia prima è inesauribile e le foresti cingalesi sono così salve. Ma non solo. L’obiettivo è anche quello di tutelare gli elefanti sempre più spesso uccisi dagli agricoltori che vedono attraversate le loro terre da questi enormi animali, perché il loro habitat è sempre più ristretto. Inoltre, il progetto ha dato vita a nuovi posti di lavoro, favorendo lo sviluppo economico del territorio. Maximus, che nasce nei pressi di Kegalle, accanto alla Millenium Elephant Foundation, nel 2006 si è aggiudicato il BBC World Challenge, competizione globale con lo scopo di ricercare progetti e piccole imprese innovative, e nel 2008 il Green Business Leader Award per aver dato vita a un’economia più sociale e sostenibile.

Foto di copertina @corriere.it

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