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The Ocean Cleanup, il raccoglitore di plastica che funziona

The Ocean Cleanup, il raccoglitore di plastica che funziona 27 Dicembre 2019Leave a comment
Il nuovo raccoglitore di plastica dei mari sta funzionando. Progettato dall'olandese Slot, ha l'obiettivo di raccogliere 1,8 trilioni di pezzi di plastica.

Siamo a duemila chilometri al largo della California. Qui è stato posizionato il megaraccoglitore della plastica che galleggia sulla superficie del mare. Il vecchio prototipo si era dimostrato fallimentare perché non riusciva a raccogliere tutta la plastica, di tutte le dimensioni e forme. Il nuovo modello invece si sta dimostrando efficace ed è stato riprogettato dallo scorso giugno.

Come funziona?

A inventare The Ocean Cleanup è stato Boyan Slot, giovane olandese che nel 2013 si era posto l’obiettivo di raccogliere ed eliminare in cinque anni almeno la metà della Great Pacific Garbage Patch che è una delle più grandi isole di spazzatura di plastica. Una volta gettata in mare, infatti, la plastica si concentra in grossi agglomerati. E Slot, allora studente di ingegneria spaziale, lasciò gli studi per inventare un sistema che riuscisse a ripulire questo scempio. Il vecchio prototipo era andato in avaria dopo quattro mesi dalla messa in attività e così gli ingegneri della start-up olandese lo hanno analizzato e riprogettato creando il nuovo modello di raccoglitore.

Foto @Pro_Vector/Shutterstock

Ma come funziona? Si tratta di un raccoglitore galleggiante che si muove a favore di corrente ma più lentamente, in modo da avere il tempo di immagazzinare la plastica anche di dimensioni molto piccole. Inoltre, l’anno prossimo la Ocean Cleanup varerà una seconda versione, più robusta e in grado di rimanere in mare più a lungo. L’obiettivo è di attaccare la Great Pacific Garbage Patch e cominciare a raccogliere gli 1,8 trilioni di pezzi di plastica che formano l’isola di immondizia vasta ben 1,6 milioni di km quadrati tra la California e le Hawaii.

La plastica killer

La plastica, com’è noto, non si decompone, ma si fotodegrada in minuscole particelle e il pulviscolo plastico precipita sui fondali. Ed entra a far parte della catena alimentare perché viene ingerito dai pesci che poi finiscono sulle nostre tavole. Non solo. Molti sono i cetacei e le tartarughe marine che restano uccisi dopo aver ingerito sacchetti e pezzi di plastica interi scambiati per prede e la strage non risparmia ormai alcun mare.

Foto di copertina @Alucardion/Shutterstock

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