Sei un Tecnico Veterinario? Accedi all'area dedicata a te!
Articoli Influenti Attualità

Le 10 domande sul coronavirus e gli animali domestici

Le 10 domande sul coronavirus e gli animali domestici 12 Marzo 2020Leave a comment
Tutto quello che volete sapere sul coronavirus e gli animali domestici. Risponde il veterinario Maurizio Albano alle domande sul contagio del Covid-19.

È da poco entrato in vigore il nuovo decreto del Ministero degli Interni che detta restrizioni ancora maggiori per quanto riguarda lo stile di vita che gli italiani devono tenere in questi giorni. Il nuovo coronavirus, Covid-19, sta mettendo tutti a dura prova. L’allarme resta sempre alto e si cerca di contenere i contagi per non affollare gli ospedali e i letti di terapia intensiva. Tutte le Regioni sono in grande difficoltà e i vertici del Governo cercano di rispondere puntuali alle domande dei tanti cittadini.
E anche noi nel nostro piccolo abbiamo voluto sciogliere qualche dubbio che ancora resta tra i proprietari di animali domestici, preoccupati che questo virus possa riguardare anche i loro beniamini.
A risponderci è il dott. Maurizio Albano, medico veterinario e fondatore del servizio di consulenza a distanza VetOnline24.

Cos’è il coronavirus?

Innanzitutto non è il virus dell’influenza, come qualcuno ha detto in questi giorni ma, in generale, si tratta di un virus che contagia tutte le specie animali, dando disturbi respiratori o intestinali. Ognuno ha il suo, anche cani e gatti. Ma questo che attualmente ha messo in difficoltà tutta l’Italia e tutto il mondo è un nuovo ceppo, il cosiddetto Covid-19, e al momento è specie-specifico, ossia riguarda solo l’uomo e nulla ha a che fare con i nostri animali domestici.

Pare che il nuovo virus sia stato diffuso da un pipistrello nel mercato di Whuan. Anche i nostri pipistrelli sono portatori dello stesso virus o è una specie che riguarda solo la Cina?

I nostri pipistrelli non c’entrano nulla con la specie cinese da cui sarebbe partito il contagio. Ciò che è avvenuto si chiama “salto di specie”: significa che un virus che fino a poco tempo fa attecchiva solo in una specie è riuscito a trovare la chiave di decodifica per entrare e danneggiare anche altre specie. In Cina la tradizione vuole che in questi grossi mercati vengano venduti animali vivi destinati all’alimentazione umana, un po’ come succedeva da noi negli anni 50 forse, quando i nostri mercati vendevano polli e galline vivi, privi di alcun controllo sanitario, che la gente acquistava e portava a casa, per poi ucciderli da sé e mangiarli. Oggi in Italia la legge non consente più una gestione del genere degli animali destinati al consumo alimentare. Inoltre, la tradizione culinaria cinese prevede diverse specie animali, tra cui tanti animali selvatici che da noi non potrebbero neanche essere cacciati.

Cosa ha provocato il salto di specie?

Quando un virus riesce a rimanere per molto tempo a contatto con una specie che non ha ancora danneggiato e riesce a replicare all’interno di quell’organismo che fino ad allora è stato immune, ecco che si ha il salto di specie. Probabilmente, l’essersi alimentati per tanto tempo con la carne appartenente all’animale soggetto al Covid-19 ha fatto sì che il virus riuscisse a trovare il modo per attaccare anche l’organismo umano. È un po’ quello che è successo, per esempio, con la Sars nel 2002 o col il morbo della mucca pazza l’anno precedente. Quello di oggi è di certo un virus con caratteristiche diverse, tali da poter parlare ormai di pandemia considerata la diffusione mondiale del contagio.

Esiste un coronavirus anche per i nostri animali?

Sì esiste. Nel cane si tratta di un virus responsabile di forme intestinali caratterizzate da diarrea, che interessa principalmente cuccioli e cani molto giovani. Può essere presente anche vomito, ma può decorrere anche in maniera asintomatica o con sintomi lievi e con una risoluzione spontanea dopo pochi giorni di infezione. Esiste un vaccino ma è sconsigliato, poiché il suo impiego non è giustificato. Nel gatto, invece, il coronavirus causa una malattia molto grave, a carattere progressivo e letale, che è la FIP (Peritonite Infettiva Felina). La malattia si presenta sotto due forme: una “umida”, che è la più comune ed è caratterizzata da un calo di peso, addome disteso e versamenti cavitari con conseguente difficoltà respiratorie; e una forma “secca” con sintomi più generici, che provoca febbre, abbattimento, dimagrimento, ittero, diarrea e lesioni oculari. Un gatto infetto potrebbe presentare anche entrambe le forme. In entrambi i casi la prognosi è infausta e non esiste vaccino.

Quanto hanno in comune questi coronavirus con il Covid-19?

Nulla! Il Covid-19 è specie specifico e riguarda solamente l’uomo. Non è trasmissibile da animale a uomo e da uomo ad animale. E anche nelle sue manifestazioni è completamente diverso. Il Covid-19 causa una polmonite interstiziale con tosse secca e febbre molto alta, che sfocia in un’insufficienza respiratoria, nulla a che vedere con i coronavirus dei nostri animali.

Se sentiamo i nostri cani o i nostri gatti tossire o starnutire non ci dobbiamo preoccupare?

Non dobbiamo pensare che si tratti di coronavirus, ma che possano essere i sintomi di una patologia sulla quale occorre intervenire. I sintomi, in generale, non devono mai essere trascurati, soprattutto se persistono. A quel punto può essere utile una visita di controllo dal veterinario di fiducia.

Si continua a dire che i nostri animali non sono soggetti a contagio, ma sappiamo che c’è stato un caso di positività al Covid-19 di un cane nella città di Hong Kong. Cosa ne pensa? Potrebbe essere un primo caso di trasmissione uomo-animale?

No. Il virus è stato trovato nelle mucose del cane così come potrebbe trovarsi su un tavolo qualora una persona infetta ci starnutisse sopra. Il cane era di proprietà di una donna che ha contratto il virus, quindi è plausibile che potesse trovarsi nelle mucose del cane che è stato a contatto con la donna. Ciò non significa che l’animale possa essere considerato infetto o possa essere un vettore per il contagio. Ad oggi non esiste alcun fondamento scientifico che possa farci affermare il contrario.

Nell’incertezza, ci sono delle precauzioni che possiamo prendere nei confronti dei nostri animali?

Quelle che prendiamo sempre per evitare di contrarre delle zoonosi, ossia delle malattie che riguardano sia l’uomo che i nostri animali domestici. Le solite buone norme igieniche, come lavarsi le mani quando rientriamo dalla passeggiata col cane o dopo aver toccato i nostri animali, pulirli se fuori si sono sporcati, pulire le loro zampe se li facciamo salire su letti e divani, evitare di farci leccare il viso e la bocca. Niente che già non si faccia e non sia consigliato fare per evitare antipatiche infezioni.

Qual è l’informazione più corretta che possiamo dare ai proprietari di animali? Possono portarli in passeggiata o dal veterinario?

Assolutamente. Sono consentite le passeggiate finalizzate a soddisfare le esigenze degli animali e le emergenze veterinarie rientrano tra le necessità indispensabili. Altresì i proprietari devono stare tranquilli perché i loro animali non possono essere contagiati e nessuno può trasmettere loro il Covid-19, così come loro non possono trasmetterlo a loro volta. È inutile non farli incontrare con altri animali per evitare un eventuale contagio, così come è inutile far indossare loro delle mascherine, come purtroppo qualcuno ha pensato bene di fare in questo ultimo periodo. Il nuovo coronavirus interessa solo l’uomo e i nostri animali non corrono alcun rischio.

Qual è il comportamento più corretto che possiamo tenere per non favorire un eventuale contagio tra persone?

Mantenere una distanza di sicurezza che non sia inferiore a un metro, evitare i luoghi affollati e uscire di casa solo per lo stretto necessario, che può essere fare la spesa, andare in farmacia o dal veterinario se il nostro animale ne avesse la necessità. Ovviamente non bisogna rinunciare alla passeggiata quotidiana finalizzata all’espletamento dei bisogni fisiologici, evitando le solite riunioni tra proprietari che si creano al parco. Purtroppo ora come non mai occorre essere accorti ed evitare comportamenti che potrebbero mettere a rischio la salute di molti. Non dobbiamo affollare i pronto soccorsi e gli ospedali, ma avvertire il nostro medico di base se non dovessimo sentirci bene. E lo stesso possiamo fare con i nostri animali, a meno che non si tratti di un’emergenza o di qualcosa che ne mette a rischio la vita. Abbiamo creato apposta per questo un servizio di consulenza online, VetOnline24, dedicato proprio a chi ha difficoltà di spostamento e mai come adesso potrebbe tornare utile. Motivo per il quale abbiamo deciso di rendere gratuita la prima chiamata, proprio in questo momento di reale necessità. Noi veterinari ovviamente restiamo operativi nelle nostre strutture, pronti ad accogliere chiunque abbia bisogno per i propri animali.

Foto di copertina @Grigorita Ko/Shutterstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *