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La terza età del cane, come affrontarla

La terza età del cane, come affrontarla 20 Marzo 2020Leave a comment
Occorre avere maggiore attenzione e consapevolezza sullo stato fisico dei nostri animali perché possano trascorrere una vecchiaia serena.

La terza età del cane è il periodo più importante per noi e per i nostri amici a quattro zampe. Hanno necessità di una maggiore attenzione e consapevolezza sul loro stato fisico. La giusta dieta e il movimento sono fondamentali perché il nostro fedele amico possa trascorrere una vecchiaia serena.

Moltiplichiamo gli anni per 7?

Per molti anni ho creduto di aver avuto cani ultracentenari; la mia prima cagnolina meticcia è vissuta quasi 18 anni, ben 176 se equiparati alla nostra età secondo il noto moltiplicatore del 7. È un calcolo errato che è giusto sfatare per chi ancora si attesta a questo parametro. È notizia recente che alcuni ricercatori americani abbiano stabilito una formula particolarmente accurata per questa necessità: moltiplicare il logaritmo naturale dell’età di un cane per 16, quindi aggiungere 31. Non si tratta di un calcolo che è possibile fare a mente, ma è importante sapere che la differenza di età “reale” tra un esemplare di 5 e 10 anni è relativamente bassa: secondo questa formula passa da 56,7 a 67,8 anni “umani”. È una notizia che porta sollievo a chi ha un cane con oltre un decennio di vita; consideriamo inoltre che il parametro della longevità varia in base alla taglia e alla razza del nostro fidato amico. Gli esemplari più grandi hanno un’aspettativa di vita minore rispetto ai piccoli, così come i meticci sono più longevi delle razze pure. Il motivo risale a molto tempo fa, quando i cani di razza non pura venivano scartati e spesso abbandonati: generazioni di animali che hanno dovuto sopravvivere lottando e incrociandosi con altri simili, cosa che li hanno resi degli eletti della selezione naturale, più forti e destinati a una vita più lunga rispetto a un cane con il pedigree.

Saper cogliere i segnali

Dieci anni sono tanti anche per noi, ma sapere che sono quasi l’intera vita del nostro cane è pensiero che a volte stringe il cuore. È prerogativa più dei gatti cercare la solitudine e nascondersi quando l’età e gli acciacchi avanzano, ma anche il cane mostra dei segnali chiari sul suo stato di salute. Innanzitutto un animale non può avere una giornata storta come quella che può capitare al suo padrone; un cane non si sveglia con la “zampa” sbagliata né diventa nervoso per il traffico e il lavoro. Se notiamo qualche cambiamento di abitudine nel nostro amico, ad esempio rifiuto del cibo o non trovarlo scodinzolante davanti al cancello di casa, è giusto approfondire la situazione per verificare che sia un caso unico piuttosto che un possibile campanello di allarme. Ho una meticcia taglia-medio grande che è famelica, mangerebbe qualsiasi cosa e ad ogni ora. Provenendo da un campo nomadi prima e da un canile poi, ha sicuramente il ricordo della “fame” ma questa sua voracità mi ha permesso di notare un problema potenzialmente pericoloso. Quando mangio, lei non manca mai di essere vicino al tavolo e un giorno, all’ora di pranzo, notai che era seduta in giardino con uno sguardo insolito. Immediatamente pensai che avesse qualche disturbo e, risolto il tutto con una successiva cura veterinaria, la trovo tutt’oggi puntuale in cucina. Ho colto un campanello di allarme che ha risolto un problema prima che diventasse grave.
Con l’avanzare dell’età è facile notare problemi agli arti posteriori di alcune razze, soprattutto i lupoidi le cui anche spesso cedono. Fare movimento è un elemento costante per i cani di tutte le età e, con il passare degli anni, diventa un valido modo per mantenere in forma il nostro fido. Se avessimo un animale sedentario o lo portassimo fuori raramente, probabilmente ci accorgeremmo troppo tardi di patologie degenerative a livello muscolare od osseo, rischiando di non poter intervenire adeguatamente. Ho utilizzato e consigliato molte volte l’uso dell’arnica per il cane o gatto; è molto efficace contro i dolori ossei e, seppur in vendita normalmente per via topica, è possibile reperire le compresse in erboristeria.
Vedendo un cane invecchiare mi è sorto un pensiero: noi abbiamo la fortuna di avere la “consapevolezza”. Un animale sa quando sta male, ma molto spesso ne ignora il motivo; ad esempio, può avere una ferita a una zampa e leccare la parte lesa, ma non può accorgersi “razionalmente” del perché il pelo stia diventando bianco o delle cause dei dolori articolari. Come padroni, siamo responsabili di facilitare il transito da una fase della vita all’altra, adattando comportamenti e modalità alle necessità.

I cibi non sono tutti uguali

Tofu era un labrador femmina di 12 anni che ultimamente soffriva di incontinenza. I padroni fronteggiavano ora un disturbo fastidioso mai accaduto prima. È prerogativa dei cuccioli sporcare in casa, ma quando accade a un cane anziano uno dei motivi può essere la dieta. Tofu appariva mortificata per l’accaduto e assunse comportamenti depressivi, nascondendosi per diverse ore e dimostrandosi riluttante alle passeggiate. I proprietari erano talmente preoccupati da valutare l’eutanasia, nonostante il cane mangiasse ancora regolarmente.
I successivi controlli del sangue dimostrarono che alcuni valori irregolari erano legati alla sua dieta; il cane era stato sempre abituato con cibo secco della migliore qualità, ma evidentemente l’apporto proteico e dei carboidrati non era più adeguato alla sua età. Modificata la dieta, Tofu ritornò a essere più allegra, non ebbe più episodi di incontinenza e visse felice assieme ai suoi padroni per altri anni.
Da piccolo odiavo l’insalata e le verdure. Il mio organismo richiedeva altre tipologie di alimenti: avevo bisogno di molte energie, dando spazio ai carboidrati. Le stesse esigenze accadono anche nel mondo animale: un cane giovane ha necessità di cibo ad alto contenuto proteico e, se ben educato a un esercizio fisico frequente, può privilegiare grassi e carboidrati. Nel cane anziano è giusto scegliere un alimento, sia secco che umido, ricco di fibre e delle principali vitamine; va dato un occhio di riguardo alla preservazione delle funzioni renali ed epatiche. È consigliato avere un parere dal proprio veterinario e soprattutto usare il buonsenso nella scelta del prodotto: non sempre i più pubblicizzati sono i migliori.
I miei cani hanno tuttora una dieta casalinga, offrendo loro diverse tipologie di cibo; fortunatamente sono grandi amanti della frutta e talvolta anche di verdure. Ora che sono più anziani, evito loro cibi grassi o troppo salati, prediligendo una quantità di alimenti lievemente minore, piuttosto suddivisa in due volte. Ad oggi, sono ancora pieni di energia e il movimento è una parte importante della loro quotidianità.
Saltuariamente, è buona norma eseguire un controllo al tatto alla ricerca di eventuali cisti o accumuli di grasso sospetti; il rischio per un esemplare anziano è l’insorgere di malattie potenzialmente letali come i tumori.
Talvolta mi chiedo perché alcune specie di animali abbiano una vita molto più lunga rispetto a quelli di affezione. L’unica risposta che riesco a darmi è anche la più logica: “per poterne avere più di uno durante la nostra vita”.

Foto di copertina @Christin Lola/Shutterstock

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