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Comportamento - Cane

Il branco: come gestire più cani

Luca Calegaro, il nostro esperto educatore cinofilo, ci spiega come fare a gestire un branco di cani appartenenti a razze differenti.

Il branco: come gestire più cani 17 Settembre 2020Leave a comment
cani branco

Alcuni giorni fa ho ricevuto la chiamata di una ragazza proprietaria di ben quattro cani: un pastore belga, un incrocio belga/labrador, un malamute e una cagnolina che faccio ironicamente rientrare nella razza di “cani da pagliaio”.

È facile passare il limite tra “possedere un cane” e “avere un branco”. Il lupo, si sa, è un animale che vive in gruppo e il cane, suo diretto discendente, non disdegna la compagnia di altri simili. Il branco può essere difficile da gestire se il proprietario dimostra poca disciplina ed è proprio ciò che è emerso dalla mia telefonata con la proprietaria. 

Nel caso specifico, era accaduto un episodio di aggressività tra il malamute ed uno dei pastori. Come da mia prassi, effettuo sempre una visita a domicilio per conoscere l’ambiente e valutare i motivi dell’accaduto. Al mio arrivo sono stato accolto da una sinfonia di abbai, dal più grande al più piccolo ma, come immaginavo, il malamute si è dimostrato il più contenuto dei quattro.

Questa razza fa parte del gruppo dei cani “primitivi” che, come suggerisce il nome, discende da generazioni di esemplari cresciuti in posti tendenzialmente isolati e per usi quasi esclusivamente di lavoro o merce di scambio. Questo non vuol dire che manchino di rispetto al proprio padrone, ma sono inclini ad essere geneticamente “distaccati”. È facile osservarli girare lentamente per il giardino, annusando mille odori ed ignorando un nostro richiamo. Sono grandi osservatori e hanno sempre l’aria attenta, difficilmente sono aggressivi ma richiedono una forte disciplina sull’obbedienza.

L’episodio di attacco tra il pastore e il malamute era fortunatamente stato un caso unico, dovuto ad un momento di eccitazione di tutti e quattro i cani. Nel tentativo di separarli, la proprietaria aveva subito un piccolo morso senza conseguenze; un episodio di aggressività rediretta di cui ho già parlato in un altro articolo. 

Saper gestire tre/quattro cani non è cosa semplice perché c’è sempre un predominante e gli altri tendono a seguirne i comportamenti. L’esempio più semplice è l’abbaio: tra i quattro, la razza più guardinga è sicuramente il pastore belga e fu proprio lei la prima a corrermi incontro, ma l’episodio di aggressività riguardava il secondo pastore, l’incrocio labrador/belga di cui era anche la causa.

Scagionato il malamute, è stato necessario ricomporre la gerarchia all’interno del gruppo. Escluso il “cane da pagliaio” che aveva come unica tendenza quella di leccare, i due presunti colpevoli del fatto erano il belga ed il suo incrocio. Tra le due, la più vivace era quest’ultima, sempre pronta a richiamare la proprietaria al gioco con abbai insistenti. Lavorando sul cane più vivace, gli altri ne seguiranno automaticamente l’esempio. Ai pastori belga piace molto l’esercizio fisico per cui è mandatorio lavorare sull’obbedienza sfruttando questa loro peculiarità.

Per fortuna della proprietaria, i cani in questione hanno caratteri docili nonostante la spiccata territorialità dei pastori, ma se fosse stato un branco composto da razze più dominanti, i pericoli sarebbero stati molteplici. All’interno di un gruppo di cani, bisogna essere in grado di individuare immediatamente la loro gerarchia e lavorare sul leader per mantenere un equilibrio. Il rischio è che i proprietari di più cani non riescano a trovare la giusta determinazione e costanza per gestirli tutti, ricadendo in errori di educazione che possono poi divenire lenitivi per l’animale stesso.

Ad esempio, dividere due cani per paura di nuovi episodi aggressivi, magari legandoli o tenendoli in recinto sarebbe un’azione sbagliata, come errata è la punizione fisica. Ricordiamo che l’unica corda che può essere usata con un cane è il guinzaglio durante una passeggiata.

Il mio consiglio è innanzitutto quello di valutare bene se aggiungere un nuovo “fido” in casa, ma se questo è il desiderio di un proprietario, allora che lo faccia con il giusto appoggio di un esperto. Il sesso e la razza dell’animale sono fondamentali per il buon vivere e l’ingresso di un nuovo amico può sconvolgere un equilibrio già consolidato. Un rischio che, con i giusti accorgimenti, possiamo facilmente evitare.

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