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Il cane che gioca si diverte e impara

Il cane che gioca si diverte e impara 2 Aprile 2019Leave a comment
Il gioco ha importanti obiettivi pedagogici ed educativi, e diversi sono gli aspetti del cane su cui si può lavorare attraverso l'attività ludico-cognitiva.

Che sia svolto da solo o in compagnia, il gioco per il cane ha importanti obiettivi pedagogici ed educativi e diversi sono gli aspetti su cui si può lavorare attraverso l’attività ludico-cognitiva.

Il bisogno di fare attività

È facile pensare che il gioco sia semplicemente un momento di svago per il cane, il premio tanto atteso per aver aspettato tutto il giorno il nostro rientro a casa da lavoro. Certo, è anche questo, ma non solo. L’attività ludica rappresenta un aspetto molto importante del benessere dell’animale perché consente di esprimere il bisogno di fare attività, muoversi e mettersi alla prova in un contesto non problematico o pericoloso. Quindi, soprattutto nel cucciolo, ha importanti obiettivi pedagogici (autoefficacia, educazione motoria, acquisizione degli autocontrolli) e di apprendimento e va valutata a seconda del soggetto che abbiamo di fronte, di quelle che sono le sue tendenze di razza o semplicemente caratteriali. Non esistono regole generali, giochi da evitare assolutamente e altri da fare per forza, ogni gioco va adattato al cane con cui vogliamo entrare in relazione.
Anche in questa attività è importante avere indicazioni da un esperto, educatore o comportamentalista o entrambi, per non ritrovarci ad aver fatto un lavoro sbagliato che ha esasperato proprio quei lati del nostro cane che volevamo smussare.

Lavorare attraverso l’attività di gioco

Quali sono gli aspetti del cane su cui ci ritroviamo a lavorare attraverso l’attività di gioco?

  • La fiducia. Cani timidi riescono ad acquisire maggiore sicurezza in se stessi e, di conseguenza, nell’affrontare il mondo esterno.
  • Acquisizione degli autocontrolli. Cani particolarmente attivi hanno bisogno di imparare a gestire le loro emozioni e la loro energia e ad acquisire il controllo di se stessi.
  • La marcatura emozionale positiva nell’interazione con il proprietario, rinforzando la relazione.
  • Il “rinforzo” positivo, ossia il premio per aver messo in atto un comportamento corretto.
  • Migliorare la comunicazione tra cane e proprietario, laddove i problemi di relazione dipendono da un dislivello comunicativo.
  • La motivazione, allenando quelle già presenti o sviluppando quelle meno evidenti.

Una volta valutato il soggetto a cui proporre il gioco, il suo profilo emotivo nonché le sue motivazioni prevalenti, possiamo proporre dei giochi che siano in linea con le sue competenze e aumentarne gradualmente la difficoltà. Attenzione! Se vediamo che il cane non riesce a stare dietro a ciò che gli proponiamo, non insistiamo, facciamo un passo indietro e ricominciamo senza rischiare di farlo andare in frustrazione. È importante, inoltre, che le attività proposte siano sempre varie per evitare qualsiasi forma di fissità (avete presente quei cani al parco che vogliono continuamente giocare con la loro pallina e vanno avanti per ore come automi?) e nello stesso tempo stimolino tutte le capacità del cane (fisica, mnemonica, sociale, ecc.).

Quando giochiamo stabiliamo delle regole

È importante che durante il gioco vi siano delle regole da rispettare:

  • non si salta addosso;
  • non si afferrano gli indumenti con la bocca;
  • non si va in protezione dell’oggetto con cui si sta giocando.

Se le regole non vengono rispettate il gioco semplicemente si interrompe.

Quali attività organizzare?

Sono diverse le attività che si possono organizzare con un cane.

  • Giochi di naso. Importanti perché insistono sul senso più sviluppato, l’olfatto, e stancano il cane senza stremarlo. Si possono organizzare attività di ricerca olfattiva col cibo, partendo dalle più semplici fino alle più complesse.
  • Mobilitydog (disciplina sportiva non agonistica). Si tratta di educazione psicomotoria. Con ciò che abbiamo in casa o ciò che troviamo al parco, un tronco per esempio, oppure una panchina, insegniamo al cane a saltare, salirci sopra, passare sotto, magari collegando il gesto a una parola.
  • Giochi cognitivi. Tutti quei giochi dove si mette in moto il cervello, i cosiddetti “problem solving”, attività dove poniamo al cane problemi da risolvere, dai più semplici ai più complessi.
  • Giochi da “masticare”, che rilassano il cane poiché attraverso la masticazione si ha un rilascio di endorfine.
  • Giochi con un oggetto, come il tira e molla, il riporto o lo scambio. Sono attività importanti attraverso le quali lavorare su determinate motivazioni, come ad esempio la possessività, la competitività o la collaborazione.

di Virna Cittadini, Educatore cinofilo

Foto di copertina @elbud

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