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Comportamento - Cane Salute Cane

La vista, l’olfatto e l’udito del cane

Conosciamo davvero i sensi dei nostri amici cani oppure ci basiamo su notizie generiche, talvolta incomplete? Scopriamo assieme come funzionano i tre più importanti.

La vista, l’olfatto e l’udito del cane 23 Giugno 2020Leave a comment
pastore tedesco

È risaputo che la vista di un cane è più scarsa di quella umana. I cani hanno una visione del colore più rudimentale e non colgono tutte le sfumature che il nostro occhio percepisce; tuttavia sono più sensibili di noi alla luce ad onde corte, ad esempio una lampada UV. Un’altra sostanziale differenza è la visione periferica che di gran lunga supera quella umana. Il termine si riferisce a ciò che si trova fuori dal nostro sguardo centrale: in pratica “la coda dell’occhio”.

La visione laterale di alcune razze di cani, come quelli da gregge o da caccia, riesce a cogliere segnali gestuali sino ad 1 km di distanza. Un risultato che rilancia la discussione sulle capacità visive di un cane. Un altro punto a favore dei nostri amici a quattro zampe è la visione notturna. L’occhio di molti animali, tra cui il cane, ha la capacità di riflettere la luce ai fotoricettori, bastoncelli e coni, anche in condizione di scarsa illuminazione. In parole più semplici, si tratta dell’effetto “occhi scintillanti” che possiamo sperimentare ogni qualvolta incrociamo un animale su una strada poco illuminata. Di notte, il cane vede molto meglio di noi, caratteristica che dona a Fido un ulteriore punto a nostro sfavore.

Il cane comunica anche con gli occhi

Per i cani gli odori sono primariamente importanti ma una parte della loro comunicazione avviene proprio attraverso gli occhi. Pensate a due esemplari che si incontrano ed il primo piega le orecchie digrignando i denti. Il secondo, se deciderà di sottomettersi, lo farà perché ha colto innanzitutto visivamente i segnali che gli ha inviato l’altro. Una volta equilibrata questa situazione, i due cani potranno utilizzare altri modi per comunicare, a cominciare dall’odore quale senso primario di cui parleremo tra poco.

La vista è tanto importante per il cane quanto per l’uomo. Un esemplare più anziano subisce un degrado che può causare comportamenti inaspettati. Ovviamente non possiamo dargli un paio di occhiali, per cui sono necessari alcuni accorgimenti da parte nostra. Non cambiamo la posizione dei luoghi a lui familiari: la cuccia o la ciotola ad esempio e non apportiamo modifiche importanti al nostro arredo. Ho cari ricordi della mia prima cagnolina che, con l’aggravarsi della cataratta, colpiva talvolta la porta lasciata semiaperta: mi impegnai a lasciarla sempre spalancata.

Can che abbaia non morde

Se con la vista potevamo vantare una piccola superiorità, il confronto cambia nettamente con l’udito del cane. Discendendo dai lupi, la necessità di saper cogliere il più piccolo e distante rumore era una condizione fondamentale per la caccia. Esistono richiami per i cani che emettono suoni praticamente impercettibili all’orecchio umano. È buona norma avere con sé un fischietto quando si lascia il cane libero; fare il richiamo con la voce è meno efficace e il suo utilizzo previene inoltre di perderla, la voce. Inoltre, il fischietto è un utile strumento per eseguire degli allenamenti sulla ricerca, il soccorso e l’attacco. Durante le competizioni, il conduttore anticipa spesso il richiamo con un suono: all’udire del fischio, il cane interrompe il suo esercizio e il successivo comando vocale del conduttore lo richiama a sé.

Le frequenze sonore che i cani possono percepire sono quattro volte maggiori delle nostre, riuscendo ad udire suoni molto più gravi o acuti. Dati alla mano, un pastore tedesco sano e adulto riesce a percepire frequenze sino a 40.000 hertz; il nostro miglior orecchio si ferma a 20.000.

Ho preso come esempio un pastore tedesco perché le dimensioni e la struttura dell’organo canino si differenziano tra le razze. Più queste sono alte e grandi, come nel caso del pastore tedesco, più i suoni vengono percepiti dai padiglioni auricolari. Anche i bassotti sono dotati di orecchie molto grandi e, nonostante la loro stazza, sono dei grandi guardiani e percepiscono ogni rumore. Il rovescio della medaglia sono i rumori forti, come i fuochi d’artificio, o i più gravi, come i tuoni dei temporali. In quest’ultimo caso, il fragore che proviene è molto basso ed in natura animale queste tipologie di suoni precedono una possibile fase aggressiva. Ecco spiegato il proverbio “can che abbaia non morde”: dovete temere il cane che ringhia.

Il più straordinario dei sensi

Senza entrare nel mondo della marcatura odorosa dei cani domestici, limitiamoci al senso dell’olfatto nelle mere funzioni e capacità. In questo ambito sono superiori anche ai gatti, occupando il primo posto per acutezza olfattiva.

Ho posseduto un piccolo meticcio che aveva una capacità da Houdini dei cani: era un escapologo. Per quanto tappassi i buchi e alzassi la rete di casa mia, lui trovava sempre un modo per uscire da quel giardino. Un giorno me lo trovai addirittura a lavoro, a 6 km da casa e dopo aver percorso una pericolosa statale. Passati i brividi sulla schiena e riportato a casa il cane, mi chiesi come fosse possibile che mi avesse trovato. In macchina avevo percorso quella strada assieme a lui forse un paio di volte, ma mai a piedi. Eppure era lì, all’interno del parcheggio e ne annusava i dintorni. È stato un cane fantastico e ha continuato a fare scappatelle sino all’ultimo dei suoi giorni.

Il nostro naso riesce a riconoscere una sostanza diluita entro un certo limite e concentrazione. Prendiamo ad esempio una goccia di limone in un bicchiere di acqua: se un uomo adulto può riconoscere una sostanza ad una concentrazione di 1/50, il cane può farlo ad 1/50.000, ben 1.000 volte quello umano!

Un paragone impressionante che scioglie ogni dubbio sulle immense doti di ricerca che i cani hanno.

La scorsa estate ho recuperato un pastore belga malinois, il proprietario lo lasciava in una gabbia, di fianco a una casa disabitata. Sono riuscito a farmelo regalare promettendo a me stesso di trovargli una nuova casa. Aveva già tre anni, età borderline per un recupero di un cane così esigente e dinamico. Dopo alcuni mesi ho trovato un signore, già proprietario di un pastore australiano e volontario della protezione civile. Nonostante le iniziali difficoltà, il malinois ha cominciato ad essere addestrato per la ricerca e soccorso. A distanza di alcuni mesi, il cane si è integrato appieno nella sua nuova famiglia e ogni tanto ricevo delle belle foto dal suo attuale padrone: sono immagini di un cane felice che in futuro salverà delle vite umane grazie al suo straordinario fiuto e capacità innate.

Come il nostro, anche il corpo di un animale è una macchina eccezionale: se ben istruito ed educato, possiamo assaporare al meglio le qualità straordinarie del nostro cane, felici di avere un fedele compagno di vita.

E viceversa.

Luca Calegaro

Educatore Cinofilo

Foto di copertina @Maria Ivanushkina/Shutterstock

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