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Comportamento - Gatto

L’educazione del gatto: i consigli dell’esperto

Luca Calegaro, il nostro esperto educatore cinofilo, ci fornisce alcuni consigli sull’educazione del gatto, partendo dalle sue esperienze personali.

L’educazione del gatto: i consigli dell’esperto 7 Ottobre 2020Leave a comment
educazione del gatto

A casa non mi sono mai fatto mancare un animale, a cominciare dalle tartarughe, cavie peruviane (molte), gatti e ovviamente cani. Non ho approfondito più di tanto il comportamento felino, né ho mai tentato di insegnare il “resta” ai miei gatti ma possiamo affermare che, per antonomasia, il gatto è un animale indipendente, che vive le sue giornate secondo i suoi ritmi, tanto da poter apparire molto distaccato dal proprietario.

Sono fermamente convinto che il colore del pelo contraddistingua il carattere del felino, mettendo al primo posto nella classifica “gatti più coccoloni” i neri. Mia madre ne ha uno di questo colore, che ti saluta quando arrivi a casa, si fa sentire (a gran voce) quando ha fame ed è solito venirti a cercare non appena la tua posizione passa da eretta a seduta. Come per i cani, bisogna identificare il gatto giusto per cercare di insegnargli qualche comando. Se il gatto nero in questione non fosse nella terza età avanzata, avrei potuto fare dei tentativi di educazione felina.

Innanzitutto partiamo dallo scopo: che tipologia di addestramento voglio fare al mio gatto? Il primo e più facile esempio è la lettiera. I gatti sono animali che passano diverso tempo a pulirsi, per cui l’utilizzo di questo accessorio è quasi naturale per loro ma, se dovesse prediligere un’altra area della casa, allora devo fare attenzione ad osservarlo cercando di coglierlo in flagrante. In questo caso, come per i cuccioli di cane, lo accompagno direttamente dentro la lettiera, chiudendo la porta della stanza ove si trova. È un concetto abbastanza semplice da assimilare per un felino e, nel giro di brevissimo, il problema si risolverà.

Un altro esempio di educazione del gatto riguarda il difficile compito del taglio unghie o della toelettatura. Per quest’ultimo caso, il miglior modo che ho appreso è di abituare alla semplice spazzolatura il nostro amico, facendola giornalmente, se possibile. È indispensabile per eliminare il folto sottopelo nei cambi di stagione, oltre a risultare particolarmente piacevole sulla schiena e vicino alle orecchie. Potete usare una spazzola a denti corti o un piccolo pettine, procedendo lentamente (i gatti mal sopportano il contropelo), facendo particolare attenzione a non incappare in un nodo. In questo caso, per gli esemplari a pelo lungo, una piccola forbice può risolvere facilmente il problema. Nell’affrontare questi primi approcci di toelettatura, è d’uopo assicurarsi che il gatto non si innervosisca ed emetta mugolii di tensione: la zampata potrebbe essere vicina!

Allo stesso modo, possiamo tagliare le unghie, tenendo una zampa e premendo leggermente il polpastrello per farla fuoriuscire; questa operazione deve essere fatta da chi ha più familiarità con il gatto, per evitare che movimenti improvvisi possano ferire noi o l’animale.

Ricordo di un semplice prelievo che il mio gatto nero ha dovuto fare dal veterinario; pur trattandosi di un felino molto socievole in famiglia, lo abbiamo dovuto sedare per infilargli l’ago!

gatto nero

Queste tipologie di formazione sono molto importanti anche per il proprio benessere; se il tuo gatto impara a essere calmo durante il taglio delle unghie o in viaggio, lo stress sarà molto minore e migliore diverrà la vostra relazione.

Per insegnare ad un gatto, bisogna utilizzare delle “sessioni” brevi perché la sua capacità di attenzione nei tuoi confronti è ovviamente molto corta e di certo non puoi aspettarti di richiamarlo facilmente come faresti con un cane. Devi lasciare che sia il gatto a decidere il tempo, sfruttandolo al meglio. Potresti farlo interagire con un gioco, togliendolo al necessario e magari attendendo un miagolio o una posizione seduta prima di ridarglielo. Nel caso di un nuovo accessorio, lascia che il gatto familiarizzi prima di interagire; è importante non invadere il suo spazio o potrebbe facilmente stancarsi e andare oltre.

Una fase importante dell’educazione del gatto è la socializzazione. Quando prendiamo un gattino e lo portiamo a casa, dobbiamo abituare sin da subito gli altri animali, cani o gatti che siano, al nuovo ospite. Generalmente un cucciolo di gatto è molto socievole ma non sottovalutiamo questa condizione perché l’altro animale potrebbe rispondere in maniera aggressiva; è opportuno osservarli spesso, avendo cura di separarli durante gli orari in cui non siamo a casa o durante la notte. Non dimentichiamo che i gatti, soprattutto i maschi, sono molto territoriali e non risparmiano le unghie durante gli incontri notturni con altri simili. Il gatto nero di mia madre ha molte cicatrici giovanili di zuffe feline!!

Come per i cani, è giusto ricompensare il gatto con carezze o cibo ed è importante che gli esercizi vengano inizialmente svolti sempre dalla stessa persona.
Sarà difficile ricevere le stesse soddisfazioni che puoi avere addestrando un cane ma le regole animali sono molto simili perché lavorano su stimoli ed istinti. Come per un cane, dobbiamo trovare la giusta chiave di educazione, rispettando l’animale e studiandone le abitudini. Ho una gatta soriana che, grazie a Dio, ha scelto una vecchia sedia in vimini per farsi le unghie ma se avesse preferito il divano, avrei dovuto attendere il momento per correggerla, magari battendo le mani ed emettendo un “no” nell’istante fatidico. Non dimentichiamo che il gatto non desiste facilmente, per cui la correzione dovrà essere applicata più volte, offrendo un’adeguata alternativa come un tiragraffi o un divano/sedia più sacrificabile.

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