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Salute Cane

Gli ultimi anni di vita del cane: come comportarsi

L’educatore cinofilo Luca Calegaro ci parla in questo articolo di come i cani percepiscono il passare del tempo, per arrivare agli ultimi anni di vita dell’animale.

Gli ultimi anni di vita del cane: come comportarsi 29 Gennaio 2021Leave a comment
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Siamo abituati a vivere in una società frenetica e il lavoro, come i nostri impegni quotidiani, tendono a far trascorrere il tempo molto velocemente. Molte sono le correnti di pensiero di come il nostro cane percepisca il passare delle ore, ma è sicuramente una variabile comune che il nostro amico peloso sa quando aspettarci a casa e quando stiamo per andare via. Un’esperta cinofila americana, Alexandra Horowitz, asserisce che i cani “leggono” il tempo in base agli odori. In pratica vale questa regola: odore forte=poco tempo/odore debole=più tempo. I cani tengono conto di quali odori si dissolvono nell’aria e sanno associarlo a un determinato evento; il nostro odore diverrà più debole durante la giornata (è trascorso più tempo) ed il cane capirà che si avvicina il momento in cui torneremo a casa.

La percezione del tempo che passa nei cani

Sembra che i cani conoscano perfettamente il momento in cui ritorniamo a casa e addirittura siano lì ad aspettarci. Spesso le persone si domandano se loro percepiscono il passare del tempo, ad esempio quante ore passano dal momento in cui li salutiamo per andare al lavoro fino al momento in cui rientriamo a casa a fine giornata. Entrano in gioco anche il variare dei fenomeni esterni come la luce del giorno o i rumori della strada e dei vicini, oltre che il senso di fame ed il bisogno di uscire a fare una passeggiata.  

Assodate le capacità temporali del nostro amico, vi scrivo questo articolo per affrontare un tema sempre legato al tempo, ma duro da affrontare per noi e per loro. Mi riferisco alla vita breve che l’universo ha deciso di dare ai nostri cani. Ritengo di avere esperienza in questo campo perché ho già avuto sei cani e attualmente ne ho tre, chi più giovane e chi meno ma ormai tutti nella fase discendente. Mano a mano che il nostro cane invecchia, dovremmo imparare ad essere empatici ma, in cuor mio e per chi ama gli animali, lo ritengo estremamente difficile. Per loro fortuna, loro non hanno la nostra stessa consapevolezza della morte ma ciò non elimina tutti gli aspetti ad essa correlati. Quando affermo che siamo abituati a vivere in un mondo frenetico, lo dico con un velo di malinconia perché il tempo passa veloce, talvolta vola ed è così per tutti gli essere viventi, che sia un albero secolare o una mosca. Utilizziamo il termine “effimero” per indicare la precarietà di una cosa, ma forse non tutti sanno che quegli insetti che vediamo scivolare sui corsi d’acqua o stagni primaverili si chiamano proprio effimere e la loro vita, a dispetto di una schiusa di mesi, è di sole 24 ore, un tempo talmente piccolo che non siamo in grado di apprezzare.

Il cane negli ultimi giorni di vita

I cani meticci hanno una vita più lunga degli esemplari di razza e devono ringraziare le generazioni di incroci naturali che li hanno resi più forti ma dobbiamo prestare un’attenzione molto intensa a questo passaggio della loro vita. Quando il cane diverrà più debole e stanco, è nostro fondamentale impegno stargli vicino e donargli tutto ciò che lui o lei ha dato negli anni trascorsi insieme. Accarezzatelo molto, riempite la stanza del vostro odore e assicuratevi che abbia tutto il supporto necessario. Non sono un fan dell’accanimento terapeutico per cui se la situazione degenera, è giusto che non soffra e, se presenti in famiglia, dobbiamo tenere conto degli altri cani presenti. Ho un grande rammarico per un mio bastardino che è venuto a mancare e che ho seppellito senza mostrarlo al secondo cane; ricordo che la sera era in attesa del suo amico e ho cercato di sopperire facendole annusare il collare che avevo tenuto e portandola a passeggio nel luogo che avevo scelto per il cane che era mancato. Il mio è un errore assolutamente da evitare perché gli altri animali devono vedere e annusare chi non c’è più. La Natura insegna così e dobbiamo rispettarla sino alla fine.

Quando un cane si avvicina ai suoi ultimi giorni, potremo anche notare che il secondo animale tende ad evitarlo. Il motivo è olfattivo perché l’animale morente comincia a secernere alcuni ormoni e feromoni che hanno un odore particolare, non rilevabile dall’olfatto umano ma totalmente percepibile dal fiuto del cane.

Ricordo di un San Bernardo che ho avuto da piccolo; la seconda cagnolina che talvolta utilizzava la coda del gigante come coperta, cominciò a trascorrerci meno tempo assieme alcune settimane prima che questo morisse.

Cosa fare negli ultimi giorni di vita del cane

Può accadere che alcuni esemplari anziani soffrano un degeneramento cerebrale, decorso che richiede un’attenzione particolare. Non è raro che il cane effettui movimenti continui, camminando avanti e indietro per la stanza, ferendosi anche le zampe talvolta. Oppure potrebbe incastrarsi tra i mobili che sino a qualche mese prima gli erano familiari. Parlo sempre per esperienza, per cui mi sento di sottolineare che il padrone del cane deve diventare molto vigile, evitando di lasciare oggetti che possano portare l’animale a ferirsi accidentalmente, spostando tutto ciò che potrebbe creare ostacoli durante la nostra assenza. In aiuto, potremmo utilizzare una delle tante telecamere in commercio, di modo da poter monitorare il nostro amico anche dall’ufficio.

Come per noi, i sensi dei cani peggiorano nel tempo e possiamo facilmente notare i primi segni della cataratta senile quando entrano nell’età senior. Il cristallino diventa più opaco e va ovviamente monitorato; esistono anche trattamenti fitoterapici atti a contenerla, come la tintura madre di cineraria, ma il tutto deve essere somministrato solo sotto controllo veterinario. La Natura non ha dato una grande vista ai cani e ho visto esemplari ciechi vivere felicemente i loro ultimi anni, evitando gli spigoli delle porte senza problemi. È un mio pensiero che, se un senso viene a mancare, gli altri cercando di compensare e, nel caso dei cani, il fiuto fa da padrone.

Ritengo che la vecchiaia del nostro cane è un aspetto della vita che deve portare a rallentare, ad essere più presenti e pazienti, perché noi abbiamo la fortuna di essere consapevoli di ciò che sta accadendo al nostro amico e siamo tenuti ad agire per tempo.

Quel “tempo” che diventerà sempre più prezioso.

Foto di copertina @Greg Henry/Shutterstock

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